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Singapore sul Sentiero dell’Indipendenza

Bandiera di Singapore

Il ruggito del People’s Action Party e la nascita della Malaysian Solidarity Convention

Singapore Indipendenza

Nel corso del travagliato biennio (1963-65) che vide la partecipazione dell’ex-colonia britannica di Singapore all’ambizioso progetto politico della Federazione Malese, meglio noto tra gli storici ed i leader politici dell’epoca come Merger’s Years1 (“gli anni della fusione”), la tanto auspicata cooperazione iniziale tra le maggiori fazioni politiche dei due Paesi andò via via sgretolandosi, lasciandosi alle spalle un fertile terreno sul quale poté proliferare ed espandersi una torbida atmosfera di risentimento generale, sfociata in seguito in una insostenibile condizione d’intolleranza ideologica, religiosa e razziale.

A partire dai primi mesi della proclamazione ufficiale della Federation of Malaysia (Federazione della Malesia) i vertici del People’s Action Party, la fazione politica dominante di Singapore, puntarono ad intensificare e ad espandere la propria influenza politica su tutti i territori della neonata federazione. Alleatisi nel maggio del 1965 con altri cinque partiti d’opposizione, questi ultimi diedero vita ad una nuova coalizione politica denominata Malaysian Solidarity Convention2.

Questa coalizione, all’insegna del famoso slogan “Malaysian Malaysia” (Malesia intesa come patria indistinta di tutti i cittadini appartenenti ai Paesi membri della Federazione della Malesia), avviò un’accesa campagna politica atta a sensibilizzare la popolazione agli ideali di uguaglianza sociale, religiosa, ed etnica, promuovendo il modello di una società malese multietnica in perfetta antitesi con il concetto di una ”Malay Malaysia” (Malesia malese), di una “Chinese Malaysia” (Malesia cinese) o di una “Indian Malaysia” (Malesia indiana) e scagliandosi, inoltre, pesantemente contro gli speciali privilegi che l’articolo 153 della Federal Constitution3 (Costituzione Federale della Malesia) aveva fino ad allora concesso ai cittadini di etnia malese. Proprio questi ultimi, traendo beneficio dai favori che in ogni circostanza della vita sociale il suddetto articolo gli conferiva, continuavano ad imporsi sulle numerose minoranze etniche presenti all’interno dei confini territoriali della Federazione.

Singapore e il moti raziali del 1964

Con l’intento di fornire un’adeguata risposta a tale provocazione i vertici politici dell’UMNO, acronimo di United Malays National Organization, che in quegli anni dominavano lo scenario politico del territorio, iniziarono a fomentare risentimento delle comunità malesi presenti nella ex-colonia britannica di Singapore4.

Ad immediata conseguenza di ciò, venne ad innescarsi un irreversibile processo di violente reazioni da entrambe le parti culminato nelle Racial Riots (tumulti razziali) del 1964. Proprio nel giorno 2 di settembre, una delle maggiori ricorrenze religiose musulmane, nel pieno svolgimento delle celebrazioni inerenti la commemorazione della nascita del profeta Maometto, i quartieri di Singapore si intinsero nel sangue di uno dei più atroci e violenti conflitti a sfondo religioso-razziale a cui la “Città del Leone” abbia mai potuto assistere, conclusosi con un raccapricciante bilancio finale di circa 22 morti e 78 feriti tra buddisti cinesi e musulmani malesi5.

Alla luce di questo increscioso avvenimento, a causa del quale qualsiasi presupposto di riconciliazione politica e civile tra le due parti risultava ormai irrimediabilmente compromesso, il primo ministro della federazione Tunku Abdul Rahman decise di avviare il procedimento di espulsione di Singapore dalla Federazione della Malesia. La notizia fu fatta pervenire ai vertici del People Action Party il 25 luglio del 19566.

L’espulsione di Singapore dalla Federazione Malese e le lacrime di Lee Kuan Yew

Entrambe le forze politiche, presa coscienza dell’inattuabilità di quello che si era purtroppo rivelato uno dei più ambiziosi ed utopici progetti federali mai concepiti in tutto il Sud-est asiatico, al fine di evitare ulteriori ed inutili spargimenti di sangue, il giorno 7 di agosto, firmarono di comune accordo il Separation Agreement, ovvero l’accordo formale contenete tutti i termini e le condizioni riguardanti la separazione di Singapore dalla Federazione della Malesia7. Due giorni dopo il Parlamento malese ufficializzò l’approvazione dell’emendamento con l’inequivocabile esito di 126 voti favorevoli e nessuno contrario8.

La notizia della secessione di Singapore dalla Federazione della Malesia venne resa pubblica durante quell’indimenticabile e sconvolgente conferenza stampa tenutasi lo stesso giorno negli studi radiotelevisivi di Caldecott Hill (Singapore). In quella occasione il mondo intero poté assistere all’agghiacciante pianto del Senior Minister Lee Kuan Yew, il quale, nell’esprimere tutto il suo rammarico per l’espulsione forzata di Singapore, scoppiò in lacrime davanti agli sguardi attoniti di milioni di ascoltatori riuscendo a stento a pronunciare le seguenti parole: 

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“For me, it is a moment of anguish. All my life, my whole adult life, I have believed in merger and unity of the two territories.” (9).

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Verso la fine di settembre lo Stato libero di Singapore divenne uno dei Paesi membri delle Nazioni Unite. Il 22 dicembre del medesimo anno, in seguito ad un’elezione parlamentare, Yusof bin Ishak venne insignito della nomina di First President della neo-proclamata Repubblica di Singapore mentre Lee Kuan Yew continuò ad esercitare egregiamente la carica di Presidente del Consiglio dei ministri11.

All’emblematica figura di Lee Kuan Yew va riconosciuto il merito di aver portato a compimento uno degli più straordinari e prodigiosi processi di trasformazione politica, economica e civile mai realizzati in uno stato nel corso del XX secolo. Avendo perseguito una politica estera neutrale ad emulazione del modello svizzero, il carismatico statista cercò da un lato di allentare le tensioni diplomatiche con i Paesi limitrofi e dall’altro di guadagnare del tempo prezioso da destinare principalmente alla riorganizzazione e alla ristrutturazione dell’intero apparato militare sulla falsariga dell’esempio israelita, garantendo così al Paese una considerevole stabilità. Avendo energicamente promosso ed incentivato l’infrastrutturazione, la modernizzazione e l’industrializzazione, Lee Kuan Yew riuscì a trasformare la Singapore in una delle più dinamiche e tecnologicamente progredite località finanziarie del pianeta12.

Approfondimenti e Letture Consigliate

1Barr D. Michael, Skrbiš Zlatko, Constructing Singapore: elitism, ethnicity and the nation-building project, Democracy in Asia series, No. 11, first published by NIAS Press, Nordic Institute of Asian Studies, Copenhagen, 2008, Denmark.

2Lim Regina, Federal-state relations in Sabah, Malaysia: the Berjaya administration, 1976-1985, first published by ISEAS Publishing, Institute of Southeast Asian Studies, Singapore, 2008, Republic of Singapore.

3Thio Li-ann, Tan Y. L. Kevin, Evolution of a revolution: forty years of the Singapore Constitution, Routledge-Cavendish, Abingdon, Oxon, 2009, United Kingdom.

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4Chong-Yah Lim, Southeast Asia: The Long Road Ahead (second edition), World Scientific Publishing Co. Pte. Ltd., Singapore, 2004, Republic of Singapore.

5Khun Eng Kuah-Pearce, State, society and religious engineering: towards a reformist Buddhism in Singapore, second edition, ISEAS Publishing, Institute of Southeast Asian Studies, Singapore, 2009, Republic of Singapore.

6Shiraishi Takashi, Across the causeway: a multi-dimentional study of Malaysia-Singapore relations, ISEAS Publishing, Institute of Southeast Asian Studies, Singapore, 2009, Republic of Singapore.

7Jones Matthew, Conflict and confrontation in South East Asia, 1961-1965: Britain, the United States and the Creation of Malaysia, The Press Sindicate of the University of Cambridge, Cambridge University Press, Cambridge, 2002, United Kingdom.

8Chin Kin Wah, The defence of Malaysia and Singapore: the transformation of a security system 1957-1971, Cambridge University Press, Cambridge, 2009, United Kingdom.

9http://memoriesofcaldecotthill.blogspot.com/2009/04/day-mm-cried.html, trad: «Per me, è un momento di dolore. Per utta la mia vita, la mia intera vita adulta, ho creduto nella fusione e nell’unione dei due territori.».

10Shoon Yee Yu-Fu, SINGAPORE’S FOURTH PERIODIC REPORT TO THE UN COMMITTEE FOR THE CONVENTION ON THE ELIMINATION OF ALL FORMS OF DISCRIMINATIONS AGAINST WOMEN, Ministry of Community Development, Youth and Sports, November 2008, published in March 2009, Republic of Singapore.

11De Koninck Rodolphe, Drolet Julie, Girard Mark, Singapore: an atlas of perpetual territorial transformation, National University of Singapore Press, Singapore, 2008, Republic of Singapore.

12Lt. Col. Darphaus L. Mitchell,Lead Singapore, If I can’t serve in MalaysiaLee Kuan Yew and the Singapore Model, Core Course Essay, Course 5601, Fundamentals of Statecraft, Seminar G, Cdr. Paul Thompson Faculty Seminar Leader, Col. John Gibeau Faculty Adviser, National Defense University, Washinghton, DC, 1997, United States of America.

Dr. Biagio Faraci, traduttore tecnico, interprete di trattativa ed international web business consultant

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Dr. Biagio Faraci

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