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Inglese, ecco svelata l’incidenza nell’Asia centro-orientale contemporanea e nel Sud-est asiatico

Asian Business Woman

Con i suoi due terzi della popolazione mondiale, due Paesi ufficialmente riconosciuti tra le tre maggiori potenze economiche del pianeta (Cina e Giappone)1, una schiera di nazioni tra le più industrializzate e tecnologicamente progredite del calibro di Corea del Sud, Taiwan e Singapore a contendersi costantemente il ruolo di leader mondiale nel settore delle moderne tecnologie2 ed un’inesauribile quantità di risorse naturali e di materie prime ancora da sfruttare3, l’Asia sembra essere indiscutibilmente destinata a dettare le sorti della futura economia globale4.

Per la maggior parte dei Paesi asiatici, oltre a rivelarsi un imprescindibile strumento di comunicazione ed internazionalizzazione, la lingua inglese costituisce soprattutto un validissimo catalizzatore del processo di occidentalizzazione e modernizzazione. Non è affatto una casualità che, da oltre un secolo a questa parte, l’inglese abbia giocato un ruolo di primaria importanza sul processo di istruzione e formazione professionale della classe dirigente asiatica, anche nei Paesi ove tale idioma non figura né tra le lingue nazionali né tra le lingue addizionali istituzionali5.

Inglese in Cina

inglese in Cina

Secondo quanto sostenuto dallo studioso britannico di origini australiane Michael Backman, uno dei maggiori esperti della cultura, delle politiche e dei meccanismi delle odierne economie asiatiche, è stata proprio la Cina, con i suoi 20 milioni di English speakers prodotti ogni anno ed i suoi 100.000 docenti stranieri di lingua inglese assunti annualmente, ad influenzare pesantemente le tendenze e le politiche dell’istruzione di non poche nazioni asiatiche tra cui: Thailandia, Filippine, Taiwan, Malesia e non soltanto. Non a torto, l’illustre documentarista arriva ad ipotizzare che, nell’arco di qualche decennio, perseverando in tale direzione, la Cina possa giungere ad ospitare un numero di English speakers nettamente superiore rispetto all’India ed addirittura agli Stati Uniti d’America6.

Inglese in India

inglese, India

Anche in India la lingua inglese non sembra voler cedere facilmente terreno alle altre realtà linguistiche parallelamente presenti sul territorio.

Malgrado negli anni successivi al raggiungimento dell’indipendenza i tentativi volti all’abolizione dell’inglese in quanto lingua della sottomissione coloniale siano stati tutt’altro che sporadici, l’inglese continua inconfutabilmente ad occupare un ruolo di assoluta preminenza nei vari contesti della vita sociale indiana. Recenti ricerche collocano infatti proprio l’India al terzo posto tra le nazioni con il maggior numero di libri e riviste in lingua inglese prodotti ogni anno. Non meno rilevante risulta essere l’incidenza dell’inglese nel settore delle trasmissioni radiofoniche e televisive, nonché nell’ambito dell’istruzione secondaria, in particolar modo per gli indirizzi di studio appartenenti al ramo tecnologico e scientifico.

Persino il recente e vertiginoso incremento delle attività legate al settore del Business Process Outsorcing risulta essere strettamente correlato alla concreta efficienza ed all’incidenza demografica degli English speakers nelle rispettive aree geografiche. L’elevata concentrazione di rinomate compagnie commerciali occidentali in diverse città indiane come Guragaon ne costituisce una tangibile dimostrazione9.

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Inglese in Corea del Sud e del Nord

Inglese in Corea del Sud

Per quanto riguarda la Corea del Sud invece, la lingua coreana mantiene ben salda la propria posizione di preminenza nell’ambito della pubblica istruzione. Ciò però non sembra affievolire l’interesse dei principali organi governativi verso la promozione e la divulgazione della lingua inglese, specialmente in seguito alla recente apertura dei mercati ed all’avvento dell’economia globale. Proprio in virtù di tale fenomeno, la lingua inglese ha aumentato notevolmente la propria incidenza sulle politiche della pubblica istruzione sudcoreana, divenendo (dal 1997) un insegnamento obbligatorio delle scuole elementari a partire dal terzo anno10.

inglese, Corea del Nord

Anche in Corea del Nord, dove fino al 1964 l’unica lingua straniera insegnata era quella russa, la situazione della lingua inglese si presenta oggi radicalmente mutata.

Un lampante segnale di tale apertura è arrivato proprio con l’inaspettata richiesta dell’invio in Corea del Nord di insegnanti d’inglese madrelingua da parte del Segretario Generale nordcoreano Kim Jong-il al Segretario di Stato statunitense Madeleine Korbel Albright, durante la visita ufficiale di quest’ultimo a Pyongyang avvenuta nell’ottobre del 200011.

Inglese in Giappone

inglese, giappone

Anche nel Paese del Sol Levante l’inarrestabile avanzata della lingua inglese riesce a manifestarsi in tutto il suo vigore.

Per comprendere l’incidenza di tale fenomeno sulla comunicazione quotidiana, basterebbe fare riferimento ad alcune recenti indagini statistiche effettuate dal Kokuritsu Kokugo Kenkyuujo12, dalle quali emerge che circa l’8% del lessico quotidiano giapponese è costituito da prestiti della lingua inglese13.

La situazione della lingua inglese nel Sud-est asiatico

inglese sud-est asiatico

Una situazione alquanto singolare si presenta invece nel Vietnam dove, a differenza degli altri Paesi della sfera asiatica, l’insegnamento della lingua inglese, piuttosto che essere affidato a docenti madrelingua, viene di solito assegnato ad insegnanti locali14.

Se in Malesia ed Indonesia l’interesse verso la lingua inglese rimane tutt’ora ancorato alla sfera dell’istruzione secondaria ed accademica, a Singapore tale idioma, oltre a confermarsi un imprescindibile strumento della comunicazione interetnica, si rivela soprattutto un fattore essenziale della crescita economica locale a tutti i livelli15.

Approfondimenti e Letture Consigliate:

1Khan Ayaz Jamshed in Sisodia S. N., Naidu C. V. G., Changing security dynamic in Eastern Asia: focus on Japan, Institute for Defence Studies and Analyses, Promila & Co., New Delhi, 2005, India.

2Hilton Jahn, Inzelt Annamária, Technology Transfer: From Invention to Innovation, NATO ASI Series, Kluwer Academic Publishers, Dordrecht, 1999, The Netherlands.

3Reznikova Oxana in Rumer Boris, Central Asia and the new global economy, M. E. Sharpe, Armon, New York, 2000, United States of America.

4Tonkiss Fran, Contemporary economic sociology: globalisation, production, inequality, Routledge, Taylor & Francis Group, Abingdon, Oxon, 2006, United Kingdom.

5Tam Kwok-Kan, Weiss Timothy, English and Globalization: Perspectives from Hong Kong and Mainland China, The Chinese University of Hong Kong, Hong Kong, 2004, (PRC).

6Backman Michael, Asia future shock: business crisis and opportunity in the coming years, Palgrave Macmillan, Basingstoke · New York, 2008, United Kingdom, United States of America.

7Sedlatscheck Andreas, Contemporary Indian English: variation and Change, John Benjamins Publishing Company, Amsterdam · New York, 2009, The Netherlands, United States of America.

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8Fumagalli Lucio, Di Ciocco Pierluigi, L’Outsourcing e i Nuovi Scenari della Terziarizzazione. La Centralità delle Persone nelle Aziende di Servizi, Collana Assoconsult, Franco Angeli s.r.l., 2002, Milano, cit. p. 36, «All’interno dell’ombrello “Business Process Outsourcing”, ricade un numero assai elevato di forme di esternalizzazione; di fatti col tempo tale definizione ha assunto le caratteristiche di categoria residuale atta ad ospitare tutti i servizi di outsourcing che non riguardano l’ambito dei sistemi informativi, includendo quindi qualsiasi processo aziendale dato in gestione a terzi da parte dell’azienda. Tipicamente le funzioni aziendali più spesso oggetto di tali operazioni sono amministrazione, finanza e controllo, logistica e customer care.».

9Gupta K. R., Economics of development and planning: history, principles, problems and policies, fourth revised and enlarged edition, Atlantic Publishers & Distributors, New Delhi, 2009, India.

Vol. 1

Vol. 2

10Kachru Yamuna, Nelson L. Cecil, World Englishes in Asian Context, Hong Kong University Press, Aberdeen, 2006, Hong Kong, (PRC).

11Park Heung-Hook, North Korea Handbook, East Gate Books, Yonhap News Agency, Armonk, New York, 2003, United States of America.

12Il Kokuritsu Kokugo Kenkyuujo è l’Istituto Nazionale di Ricerca per la Lingua Giapponese ed è un ente indipendende che si occupa della promozione del corretto uso della lingua giapponese.

13Stanlaw James, Japanese English: language and culture contact, Asian Englishes Today, Hong Kong University Press, Aberdeen, 2004, Hong Kong, (PRC).

14Ha Le Phan, Teaching English as an International Language: Identity, Resistance and Negotiation, New Perspectives on language and Education, Multilingual Matters Ltd., Clevedon, 2008, U. K..

15Gramley Stephan, Pätzold Kurt-Michael, A survay of modern English, second edition, Routledge, London, 1992, United Kingdom.

Dr. Biagio Faraci, traduttore tecnico, interprete di trattativa ed international web business consultant

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Dr. Biagio Faraci

Traduttore tecnico, interprete di trattativa, personal web-coach di lingua Inglese, tedesca ed italiana per stranieri, esperto in sociolinguistica, internazionalizzazione della comunicazione, localizzazione strategica della comunicazione, mediazione interculturale e formazione linguistica aziendale, aiuto privati, liberi professionisti ed aziende ad internazionalizzare e/o localizzare efficacemente la propria comunicazione nel mondo del web 2.0, acquisire nuovi clienti e stabilire una forte presenza nei mercati esteri attraverso delle strategie mirate.
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