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Multiculturalità e Plurilinguismo nella Singapore Contemporanea

Il Clima di Singapore

Singapore, il clima delle forestepluviali

Oggi la Repubblica di Singapore, il cui territorio nazionale oltre all’isola principale di Singapore comprende ulteriormente altri 54 isolotti adiacenti quasi tutti disabitati1, si estende su una superficie terrestre complessiva di 699,4 chilometri quadrati2.

Situato all’estremità meridionale della penisola malese, a soli 136,8 chilometri a nord dell’equatore, lo Stato insulare di Singapore è interessato dal clima equatoriale caldo-umido, caratterizzato da frequenti ed abbondanti piogge torrenziali. La temperatura media giornaliera presenta dei picchi di intensità che oscillano tra un massimo di 30,7ºC (nelle prime ore pomeridiane) ed un minimo di 23ºC (durante la notte). Con un tasso di umidità tra i più elevati del pianeta, in determinati periodi dell’anno, Singapore arriva addirittura ad oltrepassare il picco massimo del 90%3. Tra le peculiarità climatiche che contraddistinguono il suddetto arcipelago, si possono annoverare due stagioni monsoniche. Da novembre a gennaio, le fresche correnti monsoniche che soffiano da nord-ovest sono portatrici di copiose precipitazioni a carattere piovoso mentre, da maggio ad agosto, il vento monsonico che alita da sud-est, oltre a provocare delle brusche escursioni termiche nelle prime ore mattutine, dà vita a delle improvvise e violente raffiche che superano spesso i 140 Km/h, meglio note tra le popolazioni locali con l’appellativo di Sumatras.

Lo Stato di Singapore

Singapore, Parlamento di Singapore, Governo di Singapore

Per quanto concerne l’ambito politico-governativo, lo Stato di Singapore si presenta come una repubblica democratica retta da un sistema di governo parlamentare a suffragio universale. Il Parlamento della Repubblica di Singapore è unicamerale e si compone di 83 membri, ciascuno dei quali viene eletto da una popolazione di votanti i quali acquisiscono il diritto al voto a partire dal ventunesimo anno di età. Ogni sei anni gli aventi diritto al voto sono chiamati ad eleggere il Presidente della Repubblica. Proprio a quest’ultimo, dopo aver nominato il Prime Minister (Primo Ministro o Presidente del Consiglio dei Ministri), spetta l’incombenza di designare i ministri di gabinetto con i quali andare a costituire il Governo di Singapore.

Il tessuto sociale e religioso di Singapore

Buddismo Singapore

Secondo i dati raccolti nel corso dell’ultimo censimento effettuato dal Singapore Department of Statistics (Dipartimento di Statistica di Singapore) nell’anno 2010, la popolazione complessiva di Singapore è di circa 5.760.700 abitanti di cui 3.771.700 residenti e 1.305.000 non residenti. A diretta conseguenza dei numerosi flussi migratori verificatisi nel corso dei secoli, Singapore oggi è in grado di offrire agli occhi dei visitatori e degli appassionati di etno-antropologia una tra le più variegate e multietniche società del pianeta. La popolazione residente risulta infatti essere costituita per il 74,1% da cinesi, per il 13,4% da malesi, per il 9,2% da indiani e per il restante 3,3% da europei, filippini ed australiani6. La religione più diffusa nella città-stato di Singapore è quella buddista, professata dal 42,5% della popolazione residente. Si equivalgono invece l’Islam ed il Cristianesimo le cui percentuali ammontano rispettivamente al 14,9% ed al 14,6%. Al terzo posto, in netto declino rispetto alla percentuale registrata all’inizio degli anni Novanta, si colloca il Taoismo che interessa l’8,5% della popolazione residente. Rimane in minoranza l’Induismo che passa dal 3,7% del 1990 al 4% del 2000. A dichiararsi atei sono il 14,8% dei residenti, la maggior parte dei quali è di origine cinese. Non arrivano invece a superare la soglia dello 0,6%7 gli individui che professano altri credi religiosi di minoranza come il Sikhismo, l’Ebraismo, lo Zoroastrismo, il Confucianesimo, il Giainismo ed altri culti spiritistici locali di natura sincretistica8.

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La lingua ufficiale, le lingue nazionali e i dialetti di Singapore

In merito a quanto previsto dall’articolo 153 A., comma (2), della Constitution of the Republic of Singapore (Costituzione della Repubblica di Singapore)9, l’unica lingua nazionale ufficialmente riconosciuta dallo Stato di Singapore è quella malese, nella cui forma scritta è categoricamente previsto l’uso dei caratteri romani in sostituzione a quelli originari appartenenti all’alfabeto jawi10 mediante i quali, seppur in forma non esclusiva, vengono tuttora trascritti i fonemi della bahasa Melayu (antico nome tradizionale della lingua malese reintrodotto nella Repubblica Federale della Malesia a partire dai primi anni Novanta)11. Al comma (1) dello stesso articolo viene fatta menzione di altre tre lingue: cinese mandarino, tamil ed inglese le quali, assieme al malese, costituiscono le quattro lingue ufficiali della Repubblica di Singapore.

Al fine di fornire una più dettagliata spiegazione circa le varie sfumature semantiche che ci consentono di distinguere in modo funzionale il rispettivo significato dei termini “lingua ufficiale” e “lingua nazionale”, non possiamo esimerci dal porre la nostra attenzione sulle definizioni offerteci dal linguista filippino, nonché membro fondatore della Linguistic Society of the Philippines (1969-70)12, Bonifacio Sibayan il quale, a sua volta, allo scopo di far luce sulle differenze intercorrenti tra le rispettive posizioni di “lingua nazionale” e di “lingua ufficiale”, prende in esame il caso del tagalog (idioma appartenente al ceppo austronesiano successivamente rinominato pilipino dal Segretario del Dipartimento dell’Istruzione Jose Romero nel 1959)13 esprimendosi nei seguenti termini:

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The case of Pilipino demonstrates very clearly the difference between an official language and a national language. An official language, for example English in the Philippine case, is a language that is recognized as the language of government transactions, rules and regulations, the law, the courts and legislation. A national language on the other hand may or may not be an official language but has two important functions: it is the language that is generally native to the country and is or should be spoken and understood by all thepeople if possible i.e. as the national lingua franca. Most important, it must be accepted by the majority of the people or their elected representatives as a symbol of unity and identity.” (14).

Esaurita questa breve parentesi circa la differenziazione dei rispettivi concetti di “lingua nazionale” e “lingua ufficiale”, riportiamo la nostra attenzione verso l’analisi dello scenario linguistico singaporiano.

Oltre alle quattro lingue ufficiali previste dalla Costituzione, all’interno dei confini nazionali della Repubblica di Singapore prendono vita anche una moltitudine di idiomi e di forme linguistiche dialettali di varia provenienza, anch’esse eredità delle molteplici e sostanziose ondate migratorie le quali, nel corso dei secoli, hanno contribuito alla trasformazione di quella che un tempo era la tranquilla e remota isola di Temasek in un vero e proprio crogiuolo linguistico contemporaneo. Già a partire dalla fine degli anni Cinquanta su una popolazione complessiva di circa 1.445.999 persone (secondo il censimento relativo all’anno 1957) si registrava la presenza di più di 20 idiomi differenti, a loro volta facenti capo a ben 4 distinte famiglie linguistiche:

L’incidenza demografica delle lingue sinitiche, dravidiche, indoarie e malayo-polinesiane

  1. Ad un primo gruppo di lingue sinitiche (una delle due branche principali in cui è suddivisa la famiglia linguistica delle lingue sinotibetane sono riconducibili: il dialetto hokkien che, con un totale di circa 433.718 parlanti madrelingua, pari a circa il 30,0% della popolazione complessiva, costituisce il gruppo linguistico prevalente di Singapore, il dialetto teochew, che risulta essere parlato dal 17,0% degli abitanti ed il dialetto cantonese il quale, con 217.640 parlanti censiti, investe indicativamente il 15,1% della popolazione confermandosi al terzo posto nella lista degli idiomi più diffusi a Singapore. Meno significativa risulta essere l’incidenza demografica degli altri dialetti sinitici quali: hainanese (5,1%), hakka (4,6%), foochow (1,0%), henghua (0,5%), shanghainese (0,5%), hokchia (0,4%) e mandarino (0,1%).

  2. Sono invece parte integrante del ramo occidentale della sottofamiglia delle lingue malayo-polinesiane (le cui origini risalgono al ceppo linguistico austronesiano)17: il malese che, pur essendo l’unica lingua nazionale riconosciuta, coinvolge attivamente soltanto l’11,5% dei parlanti dello Stato insulare di Singapore e gli idiomi javanese e boyanese, che in egual incidenza proporzionale non riescono comunque a valicare la soglia dell’1,0%.

  3. Alla famiglia delle lingue dravidiche (la cui distribuzione geografica è localizzabile nelle attuali regioni centromeridionali dell’India e buona parte dello Sri Lanka settentrionale) fanno capo il tamil , parlato da circa il 5,2% degli abitanti di Singapore ed il malayalam, il quale investe una percentuale piuttosto esigua di parlanti che non va oltre l’1,4%.

  4. Al gruppo delle lingue indoarie (sottogruppo delle lingue indoiraniche, a sua volta, appartenente al ceppo delle lingue indoeuropee)19 si riconducono il punjabi, ordinariamente utilizzato dallo 0,7% dei residenti, l’hindustani, che riguarda lo 0,4% della popolazione, il bengali che, con circa 1.210 parlanti, ricopre l’0,1% della popolazione ed in fine il gujarati, del quale a malapena si riescono ad annoverare un migliaio di parlanti madrelingua.

Per quanto concerne invece i dati statistici relativi all’incidenza demografica della lingua inglese, si può affermare che, alla fine dell’anno 1957, all’interno dei confini nazionali dello Stato insulare di Singapore risiedevano approssimativamente 26.599 parlanti madrelingua. Questi ultimi, in termini percentuali, riuscivano a ricoprire soltanto l’1,8% della popolazione complessiva20.

Approfondimenti e Letture Consigliate

1Dana Léo-Paul, Asian models of enterpreneurship: from the Indian Union and the kingdom of Nepal to the Japanese archipelago: context, policy and practice, Asia-Pacific Business Series, volume 4, World Scientific Publishing Co. Pte. Ltd, Singapore, 2007, Republic of Singapore.

2Swee-Hock Saw, The Population of Singapore, second edition, Institute of Southeast Asian Studies, Singapore, 2007, op. cit.

3Keng Hshuan, The coincise flora of Singapore: gymnosperms and dicotyledons, Singapore University Press, National University of Singapore, Singapore, 1990, Republic of Singapore.

4Sien Lin Chia, Rahman Ausafur, Tai B. H. Dorothy, The Biophisical Environment of Singapore, Singapore University Press, National University of Singapore, Singapore, 1991, Republic of Singapore.

5Oon Helen, Globetrotter Travel Guide to Singapore, sixth edition, New Holland Publishers Ltd., London, 2008, United Kingdom.

6Wong Wee Kim, Population Trends 2010, Singapore Department of Statististics, Ministry of Trade & Industry, Singapore, 2010, Republic of Singapore.

7MINISTRY OF COMMUNITY DEVELOPMENT, YOUTH AND SPORTS, 2010. Singapore social statistics in brief, published by Strategic Planning, Research and Development Division, 502 Thomson Road, 7th Storey, MCYS Building, Singapore 298136.

8Bouma D. Gary (Monash University, Melbourne, Australia), Ling Rod (University of Manchester, United Kingdom), Pratt Douglass (University of Waikato, New Zealand), Religious Diversity in Southeast Asia and the Pacific, National Case Studies, Springer, Dordrecht · Heidelberg ·London · New York, 2010, The Netherlands, Germany, United Kingdom, United States of America.

9CONSTITUTION OF THE REPUBLIC OF SINGPORE, 9th August 1965, Republic of Singapore.

10Goddard Cliff, The Languages of East and Southeast Asia: an introduction, Oxford University Press, Oxford, 2005, United Kingdom.

11Adelaar Alexander, Himmelman P. Nikolaus, The Austronesian Languages of Asia and Madagascar, Routledge Language Family Series, Routledge, 2005, Abingdon, United Kingdom.

13Bautista Maria Lourdes S., Bolton Kingsley, Philippine English: Linguistic and Literary Perspectives, Asian Englishes Today, Hong Kong University Press, Hong Kong, 2008, (PRC).

14Sibayan P. Bonifacio in Fishman A. Joshua, Tabouret-Keller Andrée, Clyne Michael, Krishnamurti B., Abdulaziz Mohamed, The Fergusonian Impact In Honor of Charles A. Ferguson, Volume 1, From phonology to Society, Mouton de Gruyter, Berlin, 1986, Germany, p. 352, trad.: «Il caso del pilipino dimostra molto chiaramente la differenza tra una lingua ufficiale ed una lingua nazionale. Una lingua ufficiale, per esempio l’inglese nel caso della Repubblica delle Filippine, è una lingua riconosciuta come la lingua delle transazioni del Governo, delle norme degli ordinamenti, della legge, dei tribunali e della legislazione. Una lingua nazionale, dall’altro lato, può o non può essere una lingua ufficiale ma ha due importanti funzioni: è generalmente la lingua nativa del Paese ed è o dovrebbe essere parlata e compresa da tutte le persone se è possibile cioè come lingua franca nazionale. La cosa più importante è che essa debba essere accettata dalla maggioranza della popolazione o dai loro rappresentanti eletti come simbolo di unità e di identità.».

15De Mauro Tullio, Grande Dizionario Italiano dell’Uso, volume VI, SF-Z, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 2000.

16Chappel Hilary, Chinese grammar: synchronic and diachronic perspectives, Oxford University Press, first published as Sinitic grammar: synchronic and diachronic perspectives in 2001, first published in paperback in 2004, Oxford, United Kingdom.

17Moseley Christopher, Encyclopedia of the World’s Endangered Languages, first published in 2007 by Routledge, Abingdon, Oxon, simultaneously published in USA and Canada by Routledge, New York, Taylor & Francis Group, this edition published in the Taylor anf Francis e-Library, 2008.

18Krishnamurti Bhadriraju, The Dravidian Languages, Cambridge Language Surveys, Cambridge University Press, Cambridge, 2003, United Kingdom.

19Ramchandani Indu, Hoiberg Dale, Student’s Britannica India, volume three, Encyclopedia Britannica (India) Private Limited, New Delhi, India.

20Chua, Report on the Census of Population, 1957, pp. 155-61, tables 39-43 cit. in Afendras A. Evangelos, Kuo C. Y. Eddie, Language and Society in Singapore, Singapore University Press, Singapore, 1980, Republic of Singapore.

Dr. Biagio Faraci, traduttore tecnico, interprete di trattativa ed international web business consultant

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